Tavolo rotondo o ovale alto Saarinen: designer Eero Saarinen, Knoll Studio. Nel suo approccio all’architettura e al design d’arredo, Eero Saarinen unisce l’essenziale a soluzioni d’effetto. Poiché il sovrapporsi irrazionale di gambe lo disturbava, egli fece della sua collezione di tavoli e sedie unità chiare e distinte.
Tavoli Saarinen con base in alluminio trattati e protetti con Rilsan nella versione bianca (anche nera o platino), piano disponibile in laminato plastico bianco o in marmo (nelle versioni bianco Calacatta, nero Marquina, verde Alpi, bianco Arabescato, bianco o brown Emperador). Previsto in diversi modelli e misure.
Eero Saarinen
Trasferitosi negli Stati Uniti dalla Finlandia nel 1923, si diplomò a Yale nel 1934 e quindi si perfezionò presso il Cranbrook Institute of Architetcure and Design di cui suo padre era amministratore. Qui conobbe Charles Eames col quale collaborò a vari progetti. Al pari dello stesso Eames si dedicò alla ricerca di nuove tecnologie nell’uso dei materiali, in particolare nello stampaggio del fiberglass.
Uno dei suoi lavori di grande impegno fu il centro tecnico della General Motors a Warren (Michigan) finito nel 1955, nel quale si avvertono le indicazioni del razionalismo industriale di Mies van der Rohe, ma in forme meno classicistiche. Dello stesso anno sono la cappella e il Kresge Auditorium al Massachusetts Institute of Technology che segnano per Saarinen l'acquisizione di un linguaggio più coerente e personale. Dopo questi inizi di ricerca eclettica tra razionalismo e romanticismo di derivazione scandinava, Saarinen si impone nella nuova architettura statunitense con lo Yale Hockey Rink a New Haven, terminato nel 1958, specie di immenso dinosauro in cemento armato, espressivo non solo nella forma ma anche nello spazio interno.
Questa conquista spaziale ed espressionistica fu confermata nell'aeroporto Dulles a Washington, ma soprattutto nel suo capolavoro, il terminal della TWA nell'Aeroporto internazionale John F. Kennedy a New York (terminato postumo nel 1962) leggerissimo ed espressivo fascio d'ali in volo posato a terra, nel quale lo spazio interno è plasmato e modellato in ogni particolare.
Morì prematuramente per un tumore cerebrale a 51 anni a Ann Arbor, Michigan.