Il fulcro di Setu è la Kinematic Spine, una combinazione di due semplici materiali in polipropilene che sono ideati esattamente per ottenere un comfort immediato. Dal momento in cui ci si siede, si è totalmente sostenuti e la struttura si piega e si flette a ogni movimento. I componenti della sedia, priva di meccanismo tilt
e con una sola regolazione (altezza), sono ridotti al minimo. Onestà e innovazione dei materiali sono le basi della progettazione
di Herman Miller e sono il marchio che contraddistingue Setu.
Ogni dettaglio è dettato dalla funzionalità. Dalla Kinematic Spine composita alla rete in elastomero, alla base in lega H d’alluminio che non richiede finiture, Setu offre comfort e durata in un design elegante. La spina dorsale lavora unitamente alla nuova sospensione da seduta in elastomero LyrisTM, che si espande in ogni direzione per distribuire uniformemente il peso, adattandosi alle forme e garantendo aerazione. Progettata per l’ambiente. Setu contiene solo i materiali necessari e non una sola molecola in più.
Meno materiali significa meno tempo, costi ed energia necessari per costruirla. Setu è certificata McDonough Braungart Design Chemistry (MBDC) Cradle to Cradle argento e offre la garanzia di essere composta da materiali sicuri e contenuti riciclati. Setu è anche certificata GREENGUARD.
Herman Miller Certified Seating Dealer
OffiQue è il primo negozio online certificato Herman Miller.
Quando Burkhard Schmitz, Claudia Plikat, Nicolai Neubert e Carola Zwick fondarono lo Studio 7.5 a Berlino, Germania, cercavano la libertà di poter lavorare a progetti interessanti: libertà dalle regole, dai ruoli e dai titoli.
Ed è questo in questo modo che hanno operato da allora in poi. "Qui non ci sono capi," dice il gruppo, di cui ora fa parte anche il fratello di Carola, Roland. Preferendo essere ascoltati come un'unica voce, continuano, "Tutti fanno tutto. È così che coltiviamo le idee e ci manteniamo aperti e curiosi."
All'inizio del loro sodalizio, nel 1992, subito dopo l'unificazione della Germania, era molto difficile trovare spazi per uffici a Berlino, e così optarono per un'alternativa: noleggiare un autocarro da 7,5 tonnellate la cui guida non richiedesse il possesso di una patente speciale. "Pensavamo di caricare il nostro laboratorio di modelli e spostarci da un sito di un progetto all'altro," spiegano. E così nacque il nome "Studio 7.5". Sebbene poi non abbiano mai acquistato l'autocarro, perché alla fine riuscirono a trovare uno spazio per il loro ufficio, il nome è rimasto.
Quando progetta dei prodotti per i clienti, Studio 7.5 si muove in fretta, passando dalla fase concettuale alla realizzazione del prototipo, di qualunque cosa si tratti, a volte in soli uno o due giorni.
E come ai bambini piace giocare con la creta, così questa per loro è l'attività preferita.
"Per progettare i prodotti occorre lavorare in tre dimensioni," proseguono, "per cui non sprechiamo tempo nel rendering. Disegnare al computer non può sostituire il tatto, l'odore, la sensazione fisica."
E quando si trovano in disaccordo - cosa inevitabile in un ambiente collaborativo - a chi spetta l'ultima parola? "Discutiamo del problema e cerchiamo di lasciare che sia l'idea ad avere la meglio," sostengono. Potrebbe sembrare complicato quando sono coinvolte quattro o cinque persone, ma se due di noi stanno discutendo, ad esempio, gli altri possono fare da arbitri ed esprimere il loro giudizio appoggiando l'idea dell'uno o dell'altro. Anzi, in questo modo è più facile perché ci sono più pareri."